RAMACCA
&
ramacchesi

NOTIZIE

30/08/05  RAMACCA

............I GIGANTI DI RAMACCA



Colle delle Forche e panoramica Etna

Etna dal treno


RAMACCA

Il tuo silenzio mi quieta,
l'odore della stoppia mi assale,
il tuo sole mi acceca.


Ramacca, qui sono nato.
Venendo da te,
mi tuffo nel passato.


Quanti ricordi d'infanzia rivivo,
schiamazzi, zoccoli di cavalli
bracieri dal fuoco vivo.


Dov'è andata la tua semplicità!
Confrontandoti negli anni che furono
non sei più nella pubertà.


Come me, anche tu sei cresciuta,
tu splendida e grande
ma io con la testa canuta.


Giovanni Tornello
Torino 30/7/1994



Panorama di Ramacca







piazza Re Umberto





Gian Battista Chiarenza






Il vecchio mulino

Dal Giornale del "Gravina De Cruyllas" 23 marzo 2006.

Il Primo “Taxi” a Ramacca, anni 30.

Questo signore faceva spola tra Ramacca e Catania con dei passeggeri, quando non c'erano gli autobus e si andava a Catania con i carretti.
L’autista, Don Turiddu" fu il primo a fare il servizio di taxi a Ramacca. Lo chiamavano Don Turiddu "zumma", perché in tutti i suoi discorsi metteva la parola insomma (zumma).
Io l'ho conosciuto! Una bravissima persona e di poche parole.
Quando mi sono sposato, ho avuto il piacere di averlo come invitato al mio matrimonio insieme al parroco.
Giovanni Tornello.


CENNI STORICI SULLE ORIGINI DI RAMACCA

Il primo sito urbano nasce in una località non tanto distante, ed esattamente a circa tre chilometri ad ovest di Ramacca in una località chiamata “Montagna” , un’altura di 559 metri sul livello del mare. In questa zona nel 1956 è stato scoperto un sito archeologico di necropoli, ricco di vasellami e oggettistica che in parte sono stati conservati in un museo allestito dal Comune di Ramacca.
Tanti storici hanno concluso che questo sito archeologico fu abitato prima dai Sicani e poi dai Siculi. In questa altura fiorì una civiltà o, meglio, esistette tanto tempo fa un agglomerato urbano. L’archeologo Filippo Cluverio di Danzica del secolo XVII poneva sull’altura del monte Ramacca la città di Erikes, e si suppone che il sito archeologico citato sia le rovine di un agglomerato urbano, Erikes o Erica, fondata da Ducezio, soppiantata da Siracusa e distrutta in seguito da Agatocle.

Ramacca nasce sotto forma di feudo durante il regno dell’imperatore Enrico VI di Svevia, figlio di Guglielmo II. Sotto di questi il territorio divenne feudo, soggiacendo a tutte le leggi della feudalità, al Vassallaggio e all’investitura.
Il suddetto feudo fu assegnato ad N. di Cardona, poi a Riccardo di Passaneto e per l’incapacità di questi, nell’anno 1392 fu assegnato a Giorlando di Modica; successivamente passò ai Gravina, uno dei quali fu primo signore di Ramacca nell’anno 1490.

Il 7 ottobre 1688, con privilegio dato a Madrid, re Carlo II concedeva a Sancio Gravina, signore del Feudo di Ramacca, il titolo di Principe a condizione che entro il decennio successivo ne coltivasse le terre e vi fondasse un abitato. Ma a causa del terremoto del 1693 o a causa della morte avvenuta il 23 aprile 1694 l'opera del principe non venne portata a compimento.
Il figlio Ottavio per non perdere il titolo ereditato dal padre, che non aveva ottemperato alle condizioni impostegli dal sovrano spagnolo, si dedicò alla costruzione del paese. Con memoriale del maggio 1707 richiese la Licentia Populandi, nel 1709 ebbe il Privilegium Aedificandi, il permesso cioè di iniziare la costruzione del paese, sicché con privilegio delle stesso anno, gli fu data la facoltà di congregare la gente, ottenuta la Licentia, Ottavio lanciò il bando col quale invitava i siciliani a stabilirsi nel suo Feudo.
Fu dunque Sancio Gravina, come testimoniano gli storici, ad iniziare la costruzione del paese a partire dal 1688, ma il figlio Ottavio a portarla a compimento nel 1710 - 1712. come attestano l'anno di concessione della Licentia Populandi e la registrazione del primo decesso, avvenuto il 15 settembre 1712.
Quel nuovo abitato venne denominato Ramacca dal nome del feudo.

* (Dal libro - Ramacca dalle origini ai nostri giorni - di Giuseppe Tornello)

Ramacca - foto d'epoca

Ramacca il centro abitato

La campagna







LA TIPICA "fuazza" o (pizza) DI RAMACCA

Ramacca ha un territorio esteso e fertile, un’economia basata sull'agricoltura.
Granaio di Roma del passato, oggi vanto di studi locali che hanno selezionato una varietà di grano duro: il "Margherito", di cui si ricava il famoso pane di Ramacca.
Oltre al pane e’ famosa la tipica "fuazza" o (pizza) che con la farina di grano duro, il lievito naturale,"cruscentu" , i pomodori e l'olio della zona, esaltano il gusto unico della fuazza ramacchese.

La Fuazza


IL PANE DI RAMACCA

Il pane
I piatti tipici

LA FESTA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
Francesco nacque il 27 marzo 1416 a Paola (Cosenza) da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo. Già in età avanzata, i genitori attribuirono la nascita del loro primogenito all’intercessione di S. Francesco, e per questo gli diedero il nome del Santo assisiate e promisero di rivestirlo dell’abito votivo dei Francescani

Festa di S Francesco di Paola, 1990.


GIOVANNI TORNELLO
Giovanni Tornello nasce a Ramacca (CT) il 27/11/1947. Fin da ragazzo s’interessa di tecnica diplomandosi all’I.T.I. come perito elettrotecnico. Attirato dalle grandi industrie del nord Italia, nel 1972 emigra a Torino ove vive e lavora fino ad oggi come impiegato tecnico in una grossa azienda che opera a livello nazionale. Interessandosi di innovazioni nel 1994 deposita il brevetto, presso la Jacobacci – Casetta & Perani di Torino, di una penna elettronica, raccogliendo diversi riconoscimenti dalla Stampa locale e nazionale. Oltre all’inventiva si occupa per hobby di pittura, scultura e grafica. Nel 1998 collabora con una importante multinazionale siderurgica tedesca per l’elaborazione del suo logo, ottenendo gratitudine e premiazione per il lavoro svolto.




GIOVANNI TORNELLO
www.aksaicultura.net